bambini celiaci

Bambini e celiachia, da 6 anni in su stop della crescita

Aumenta ogni giorno sempre più il numero delle persone affette da celiachia, termine questo con il quale ci si riferisce ad una malattia immunomediata dell’intestino tenue che può colpire a qualsiasi età e per la quale è riconosciuta una predisposizione genetica e proprio questo, insieme ad altri, è il tema attualmente discusso presso il secondo Congresso della Società Italiana di Nutrizione Clinica in corso nella città di Firenze.

Come anticipato in precedenza il numero delle persone affette da celiachia tende ad aumentare giorno dopo giorno e soprattutto viene riconosciuta in molti bambini nei quali si verifica uno stop della crescita che porta i genitori ad intervenire preoccupati e a rivolgersi ad un medico per capire appunto cosa stia succedendo al proprio bambino il quale successivamente viene poi sottoposto a degli specifici test che riveleranno la presenza oppure no della malattia in questione.

Stando a quanto emerso dalle recenti ricerche sembra proprio che 1 persona su 100 scopra di essere celiaco attraverso i test a cui viene sottoposto ma vi sono anche tantissime altre persone, circa la metà, che ne sono affetti ma non hanno avuto una diagnosi e questo perché tale malattia può presentarsi in diverse forme che possono essere più o meno visibili.

Nelle forme più gravi la celiachia si presenta con diarrea, vomito, perdita di peso e proprio nei bambini da 6 anni in su si verifica un arresto della crescita causata proprio dall’introduzione del glutine nella loro alimentazione quotidiana.

Vi sono poi casi, circa 50.000 che riguardano la celiachia pediatrica, in cui la malattia si presenta con anemia che non risponde alla terapia con il ferro e poi ancora stanchezza, aumento dei livelli delle transaminasi, perdita di peso e anche in questo caso una rallentamento della crescita staturale ma, in questi particolari casi, vi è una mancanza di disturbi gastrointestinali.

Vi sono poi, in ultimo, delle forme silenti in cui non si presentano i tipici sintomi della malattia ma sono comunque presenti gli anticorpi tipici di quest’ultima. Ricordate però che è importante riconoscere i sintomi ed intervenire.

Fonte: donnattuale.it

 

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